Perché "Aretè"
Chiamarci Aretè significa affermare una convinzione semplice ma profonda: ogni persona possiede valore, possibilità e diritto di esprimere la propria migliore forma di esistenza.
Aretè (ἀρετή), nella cultura greca antica, indica la virtù, l’eccellenza e la piena realizzazione del proprio potenziale. Non si riferisce a un’idea competitiva di “essere migliori degli altri”, ma alla capacità di ciascuno di esprimere al meglio ciò che è, secondo la propria natura e possibilità.
Per chi come noi lavora con persone con disabilità, questo concetto assume un significato particolarmente potente: non mettere al centro il limite, ma la persona; non focalizzarsi esclusivamente sulla mancanza o sul bisogno, ma sulle capacità, sulle risorse e sulle possibilità di crescita che ogni individuo possiede.
Il nome Aretè comunica quindi una visione precisa:
valorizzare l’unicità di ogni persona;
promuovere autonomia, partecipazione e qualità di vita;
accompagnare percorsi di sviluppo umano, relazionale e sociale;
costruire contesti in cui ciascuno possa trovare il proprio spazio e realizzare il proprio potenziale.
Aretè non è solo una scelta estetica o culturale: porta con sé un significato coerente con una missione orientata allo sviluppo umano, all’inclusione e alla valorizzazione delle persone.